Setting terapeutico online come cambia la seduta

Quando si parla di psicologia online, spesso l’attenzione si concentra sugli aspetti tecnologici: piattaforme, videochiamate, connessioni, strumenti digitali. Ma dal punto di vista clinico, la vera trasformazione non riguarda la tecnologia. Riguarda il setting terapeutico online.

La domanda centrale non è “come funziona la piattaforma”, ma:

come si trasforma lo spazio terapeutico quando la seduta avviene online?

Comprendere questo passaggio significa rileggere i fondamenti teorici della psicologia clinica alla luce del digitale, mantenendo intatta la funzione più importante della seduta: creare uno spazio terapeutico sicuro, contenitivo e trasformativo.

Che cos’è il setting terapeutico in psicologia clinica

Nella tradizione clinica, il setting terapeutico non è semplicemente la stanza in cui si svolge la seduta.

José Bleger definiva il setting come la cornice stabile che permette al processo terapeutico di avvenire.
Non è lo sfondo, ma la condizione stessa che rende possibile il lavoro psicologico.

Winnicott parlava di spazio potenziale: un’area intermedia tra realtà interna ed esterna dove il paziente può esplorare sé stesso in sicurezza.
Bion introduceva la funzione di contenimento, per cui il terapeuta, attraverso il setting, accoglie e trasforma gli stati emotivi grezzi del paziente.

In altre parole:

Il setting terapeutico è uno spazio simbolico e mentale prima ancora che fisico.

La stanza, la poltrona, la distanza tra terapeuta e paziente sono strumenti che rendono visibile qualcosa di molto più profondo: la creazione di uno spazio terapeutico protetto.

Dalla stanza fisica alla stanza terapeutica online

Con la psicologia online, la stanza fisica scompare. Ma il setting terapeutico no.

Si trasforma.

La stanza terapeutica online diventa uno spazio mentale condiviso, costruito attraverso:

  • la regolarità degli appuntamenti
  • la privacy garantita
  • la qualità della presenza del terapeuta
  • la ritualità dell’incontro
  • il confine temporale della seduta

Il paziente non entra più nello studio, ma entra comunque nello spazio terapeutico.

Questo conferma un principio fondamentale:
il setting non è il luogo, ma la funzione che quel luogo svolge.

La stanza digitale diventa quindi una nuova forma di spazio potenziale, in cui il paziente può raccontarsi, esplorarsi e rielaborare le proprie esperienze.

Il setting terapeutico online e l’alleanza terapeutica

Carl Rogers parlava di clima facilitante: empatia, autenticità e accettazione incondizionata come condizioni necessarie per il cambiamento.

Le ricerche sull’efficacia della terapia online mostrano che l’alleanza terapeutica non solo si mantiene, ma in molti casi si rafforza. Perché?

Perché il paziente si trova nel proprio ambiente, in uno spazio percepito come familiare e sicuro.
Questo abbassa le difese e favorisce l’apertura emotiva.

Il setting terapeutico online diventa quindi un luogo in cui il paziente si sente meno esposto e più libero di esprimersi.

Setting terapeutico online: registrazione e trascrizione della seduta

Qui avviene un passaggio innovativo.

La tecnologia non serve solo a collegare terapeuta e paziente. Può diventare parte integrante del setting terapeutico online.

Strumenti che permettono di:

  • registrare la seduta (nel rispetto della privacy e del consenso)
  • trascrivere automaticamente il dialogo
  • analizzare il contenuto della seduta

non sono elementi esterni al processo clinico, ma possono arricchire lo spazio terapeutico.

Non sostituiscono il terapeuta.
Amplificano la possibilità di riflessione clinica.

La trascrizione automatica come strumento di riflessione clinica

La trascrizione automatica della seduta permette al terapeuta di rivedere con precisione:

  • le parole usate dal paziente
  • le ripetizioni
  • i temi ricorrenti
  • i pattern narrativi
  • i cambiamenti nel linguaggio nel tempo

Questo favorisce un livello più profondo di metacognizione clinica.

Il terapeuta può osservare ciò che durante la seduta, immerso nella relazione, può sfuggire.

Diventa uno strumento utile anche in supervisione e nella riflessione sul controtransfert.

Analizzare la seduta: un nuovo livello di consapevolezza terapeutica

Dal punto di vista teorico, questo si collega ai concetti di:

  • mentalizzazione
  • metacognizione
  • analisi narrativa del sé

Rileggere la seduta permette di cogliere i significati impliciti, le metafore utilizzate dal paziente, le evoluzioni nel modo di raccontarsi.

Il setting terapeutico online si estende oltre l’ora di seduta, diventando un materiale vivo di lavoro clinico.

I vantaggi clinici del setting terapeutico online

Per il terapeuta:

  • maggiore precisione nell’analisi clinica
  • possibilità di monitorare l’evoluzione del percorso
  • supporto alla supervisione
  • riduzione del rischio di dimenticare elementi rilevanti

Per il paziente:

  • maggiore coerenza del percorso
  • interventi più mirati
  • sensazione di essere ascoltato in profondità

La tecnologia, in questo senso, rafforza il setting terapeutico invece di indebolirlo.

Il futuro del setting terapeutico online

Il rischio più grande è pensare che la psicologia online sia una versione “ridotta” della terapia tradizionale.

In realtà, sta aprendo nuove possibilità di costruzione dello spazio terapeutico.

Il setting terapeutico online dimostra che ciò che conta non è il luogo fisico, ma la qualità dello spazio psicologico che terapeuta e paziente riescono a costruire insieme.

La tecnologia diventa uno strumento al servizio della relazione, non il contrario.

Conclusioni

Il setting terapeutico online non è un adattamento della terapia in presenza.
È un’evoluzione coerente con i fondamenti teorici della psicologia clinica.

La stanza terapeutica non è più delimitata da quattro pareti, ma dalla qualità dello spazio terapeutico creato nella relazione.

E oggi, grazie agli strumenti digitali di registrazione, trascrizione e analisi della seduta, questo spazio può diventare ancora più consapevole, riflessivo e clinicamente efficace.

Nota finale

Sbobbi è una piattaforma con intelligenza artificiale pensata per psicologi e psicoterapeuti che permette di:

  • registrare la seduta in modo sicuro
  • ottenere la trascrizione automatica del colloquio
  • analizzare il linguaggio, i temi ricorrenti e i pattern narrativi
  • supportare la supervisione clinica e la riflessione metacognitiva
  • monitorare nel tempo l’evoluzione del percorso terapeutico

Non sostituisce il terapeuta.
Potenzia la sua capacità di osservazione all’interno dello spazio terapeutico.

Se vuoi approfondire come integrare questi strumenti nel tuo lavoro clinico, scopri di più su Sbobbi.

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