Il carico cognitivo dello psicologo nella pratica online

La pratica clinica contemporanea sta cambiando rapidamente. La psicologia online ha ampliato l’accessibilità ai servizi, ha ridotto le barriere geografiche e ha introdotto nuove possibilità organizzative. Tuttavia, accanto ai vantaggi, emerge una dimensione meno discussa ma centrale: il carico cognitivo dello psicologo nella pratica digitale.

La qualità clinica nella psicologia online non dipende soltanto dall’efficacia del modello terapeutico adottato, ma anche dalla capacità del professionista di mantenere lucidità decisionale, attenzione selettiva e riflessività durante l’intervento.

In altre parole: quanto spazio mentale resta allo psicologo per pensare clinicamente?

1. Carico cognitivo e processo decisionale clinico

La psicoterapia è un’attività ad alta complessità cognitiva. Il terapeuta, durante una seduta, deve:

  • ascoltare attivamente
  • monitorare segnali verbali e non verbali
  • formulare ipotesi cliniche
  • regolare la propria risposta emotiva
  • mantenere coerenza con il modello teorico di riferimento
  • prendere decisioni in tempo reale

Secondo la Cognitive Load Theory (Sweller, 1988), quando il carico cognitivo supera una certa soglia, la qualità del processo decisionale può ridursi. Nella pratica clinica, ciò può tradursi in:

  • minore flessibilità interpretativa
  • maggiore rigidità nelle risposte
  • difficoltà nel cogliere micro-segnali relazionali
  • affaticamento decisionale

Il contesto online può aumentare alcune componenti del carico cognitivo: gestione tecnica, attenzione allo schermo, riduzione di segnali corporei completi, necessità di monitorare l’ambiente digitale.

Questo non significa che la psicologia online sia meno efficace. Significa che richiede un diverso investimento attentivo.

2. Attenzione, multitasking e qualità clinica

Studi sull’attenzione sostenuta mostrano che il multitasking riduce la qualità della performance in compiti complessi (Ophir et al., 2009). La seduta online, soprattutto se integrata con strumenti digitali non strutturati (note sparse, appunti manuali, gestione file), può frammentare l’attenzione del terapeuta.

Il rischio non è clinico in senso diagnostico, ma qualitativo: micro-distrazioni che riducono la profondità dell’ascolto.

La qualità clinica nella psicologia online implica quindi una domanda centrale: come ridurre il carico cognitivo non clinico per preservare quello clinico?

3. Documentazione e memoria clinica

La memoria umana è ricostruttiva, non fotografica. Loftus (2005) ha mostrato come i ricordi possano essere influenzati da bias e rielaborazioni successive. Anche nella pratica clinica, il ricordo di una seduta può essere parziale o selettivo.

Disporre di trascrizioni strutturate consente:

  • revisione accurata dei passaggi chiave
  • verifica di ipotesi formulate in tempo reale
  • monitoraggio dell’evoluzione linguistica del paziente
  • identificazione di pattern ricorrenti

La ricerca sull’analisi del linguaggio in psicoterapia (Imel et al., 2015) suggerisce che determinati indicatori linguistici possono essere correlati a esiti terapeutici, qualità dell’alleanza e cambiamento emotivo.

Per il professionista, avere accesso a dati organizzati non significa delegare il giudizio clinico, ma potenziare la propria capacità riflessiva.

4. Regolazione emotiva del terapeuta e affaticamento

La psicoterapia implica un intenso coinvolgimento emotivo. Studi sul burnout nei professionisti della salute mentale (Rupert & Morgan, 2005) evidenziano che il sovraccarico emotivo e decisionale può aumentare il rischio di affaticamento.

Nella pratica online, la “fatica da schermo” e l’assenza di micro-pause di transizione tra un paziente e l’altro possono amplificare questo fenomeno.

Ridurre il carico cognitivo (scrittura manuale di appunti, riorganizzazione post-seduta, ricostruzione mnemonica) può contribuire a preservare energie cognitive ed emotive.

In questo senso, strumenti che automatizzano alcune funzioni organizzative possono avere un impatto indiretto sul benessere professionale.

5. Supervisione e metacognizione clinica

La qualità clinica non dipende solo dall’abilità in seduta, ma dalla capacità metacognitiva del terapeuta: riflettere sul proprio operato.

La supervisione rappresenta uno spazio privilegiato per:

  • rivedere interventi
  • esplorare controtransfert
  • analizzare micro-interazioni
  • migliorare precisione tecnica

Disporre di materiale trascritto e organizzato facilita la supervisione strutturata, rendendo più accurata l’analisi dei dialoghi terapeutici.

La letteratura sulla deliberate practice in psicoterapia (Rousmaniere, 2017) suggerisce che la revisione sistematica del proprio lavoro è associata a migliori esiti clinici.

La tecnologia, in questo senso, può diventare uno strumento al servizio della crescita professionale.

6. Analisi dei pattern emotivi e linguistici

L’evoluzione del Natural Language Processing ha permesso lo sviluppo di strumenti in grado di identificare:

  • variazioni nel tono emotivo
  • ricorrenze lessicali
  • cambiamenti nella narrazione
  • indicatori di rigidità o flessibilità cognitiva

Tausczik e Pennebaker (2010) hanno mostrato come l’analisi linguistica computerizzata possa offrire informazioni sui processi psicologici sottostanti.

È essenziale ribadire: l’interpretazione clinica resta competenza esclusiva del professionista. Tuttavia, avere accesso a segnali strutturati può aumentare la sensibilità clinica, soprattutto nei percorsi a medio-lungo termine.

7. Psicologia online e responsabilità professionale

La qualità clinica nella psicologia online non dipende dal mezzo, ma da:

  • competenza tecnica
  • aggiornamento continuo
  • organizzazione strutturata
  • supervisione costante
  • consapevolezza dei propri limiti cognitivi

Integrare strumenti digitali non significa automatizzare la relazione terapeutica. Significa creare condizioni che permettano al terapeuta di ridurre il carico cognitivo, un modo da concentrarsi su ciò che conta: la relazione, il processo, il cambiamento.

Conclusioni: riduzione del carico cognitivo

Il vero rischio nella pratica contemporanea non è la tecnologia. È il sovraccarico cognitivo invisibile che può ridurre la profondità dell’intervento clinico.

Ridurre il carico cognitivo, organizzativo e documentale permette di:

  • liberare risorse attentive
  • migliorare la precisione decisionale
  • facilitare la supervisione
  • aumentare la qualità complessiva della pratica

La psicologia online è un’evoluzione della professione. Per mantenerne gli standard elevati, servono strumenti adeguati.

Nota finale

Sbobbi è la piattaforma pensata per psicologi e psicoterapeuti che desiderano integrare strumenti digitali nella propria attività professionale.

Con Sbobbi puoi:

  • ottenere trascrizioni automatiche strutturate delle sedute
  • facilitare la supervisione clinica con materiale organizzato
  • supportare l’analisi tramite riconoscimento di pattern emotivi e comunicativi
  • migliorare l’organizzazione del materiale clinico

La tecnologia non sostituisce il terapeuta.
Può però aiutarlo a pensare meglio e a ridurre il carico cognitivo richiesto dalle sedute.

Riferimenti bibliografici

Andersson, G., Carlbring, P., Titov, N., & Lindefors, N. (2019). Internet interventions for anxiety and mood disorders. World Psychiatry.

Berryhill, M. B., et al. (2019). Videoconferencing psychotherapy and depression: A systematic review. Telemedicine and e-Health.

Bordin, E. S. (1979). The working alliance. Psychotherapy: Theory, Research & Practice.

Imel, Z. E., Steyvers, M., & Atkins, D. C. (2015). Computational psychotherapy research. Psychotherapy.

Norwood, C., et al. (2018). Working alliance in videoconferencing psychotherapy. Clinical Psychology & Psychotherapy.

Sweller, J. (1988). Cognitive load during problem solving. Cognitive Science.

Tausczik, Y. R., & Pennebaker, J. W. (2010). The psychological meaning of words. Journal of Language and Social Psychology.

Rupert, P. A., & Morgan, D. J. (2005). Burnout among professional psychologists. Professional Psychology: Research and Practice.

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