L’Acceptance and Commitment Therapy (ACT)

L’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), sviluppata da Steven C. Hayes negli anni ’90, rappresenta uno degli sviluppi più significativi della psicologia cognitivo-comportamentale contemporanea. Inserita nel filone delle terapie di terza generazione, l’ACT introduce un cambiamento di prospettiva fondamentale: l’obiettivo non è eliminare i pensieri o le emozioni negative, ma modificare il rapporto che la persona ha con essi.

Questo orientamento si basa sul concetto centrale di flessibilità psicologica, ovvero la capacità di restare in contatto con l’esperienza presente, accettando pensieri ed emozioni difficili, e impegnandosi in azioni coerenti con i propri valori.

I fondamenti teorici: la Relational Frame Theory

L’Acceptance and Commitment Therapy si fonda sulla Relational Frame Theory (RFT), una teoria del linguaggio e della cognizione che spiega come gli esseri umani creino relazioni simboliche tra concetti e parole. Secondo la RFT, gran parte della sofferenza psicologica deriva da come il linguaggio struttura la nostra esperienza interna.

Pensieri come “Non valgo nulla” o “Devo essere perfetto” non sono problematici per il loro contenuto, ma per il modo in cui la persona vi si fonde cognitivamente, considerandoli verità assolute.

I sei processi centrali dell’ACT

L’Acceptance and Commitment Therapy si articola in sei processi terapeutici principali:

  1. Accettazione – fare spazio alle esperienze interne spiacevoli
  2. Defusione cognitiva – osservare i pensieri senza identificarvisi
  3. Contatto con il momento presente – mindfulness applicata alla vita quotidiana
  4. Sé come contesto – distinguere tra sé osservante e contenuti mentali
  5. Valori – chiarire ciò che conta davvero per la persona
  6. Azione impegnata – comportamenti coerenti con i propri valori

Questi processi lavorano insieme per aumentare la flessibilità psicologica.

Evidenze scientifiche

Numerose meta-analisi dimostrano l’efficacia dell’Acceptance and Commitment Therapynel trattamento di:

  • Disturbi d’ansia
  • Depressione
  • Dolore cronico
  • Disturbi ossessivo-compulsivi
  • Stress lavorativo e burnout

A-Tjak et al. (2015) evidenziano che l’ACT produce miglioramenti significativi e duraturi, soprattutto nella capacità di gestione emotiva e nella qualità della vita.

Il ruolo del linguaggio nella sofferenza psicologica

Poiché l’Acceptance and Commitment Therapynasce da una teoria del linguaggio, l’analisi di come il paziente parla è centrale. Espressioni rigide, assolutistiche o autocritiche indicano fusioni cognitive che mantengono la sofferenza.

Il terapeuta aiuta il paziente a riconoscere questi schemi linguistici e a osservarli con maggiore distanza.

Applicazioni cliniche

L’Acceptance and Commitment Therapy è particolarmente utile quando il paziente:

  • lotta contro emozioni che cerca di eliminare
  • è bloccato in schemi di evitamento esperienziale
  • vive una distanza tra ciò che fa e ciò che conta per lui
  • presenta rigidità cognitiva e comportamentale

L’obiettivo non è “sentirsi meglio”, ma vivere meglio, anche in presenza di emozioni difficili.

Confronto con altri modelli

ModelloObiettivoStrategia
CBTModificare pensieri disfunzionaliRistrutturazione cognitiva
PsicodinamicoRendere conscio l’inconscioInterpretazione
GestaltConsapevolezza del presenteEsperienza diretta
ACTCambiare il rapporto con i pensieriAccettazione e valori

Implicazioni per lo psicologo

Applicare l’Acceptance and Commitment Therapy richiede un’attenzione costante al linguaggio del paziente, alle sue metafore, alle rigidità espressive e ai tentativi di controllo emotivo.

Il terapeuta utilizza spesso metafore, esercizi esperienziali e pratiche di mindfulness per facilitare il cambiamento.

Integrazione con strumenti digitali e analisi dei colloqui

Poiché l’Acceptance and Commitment Therapy lavora profondamente sul linguaggio e sui pattern verbali, strumenti come Sbobbi risultano particolarmente utili per:

  • Trascrivere fedelmente i colloqui
  • Individuare schemi linguistici rigidi e ricorrenti
  • Monitorare l’evoluzione del linguaggio nel tempo
  • Supportare la supervisione clinica con dati osservabili

Rileggere le parole del paziente permette di individuare con precisione fusioni cognitive, evitamenti esperienziali e progressi nella defusione.

Supervisione e crescita professionale

L’analisi delle trascrizioni consente al terapeuta di:

  • Valutare l’efficacia degli esercizi ACT proposti
  • Osservare cambiamenti nel linguaggio del paziente
  • Migliorare l’uso di metafore e interventi esperienziali
  • Documentare il percorso terapeutico in modo accurato

Conclusione

L’Acceptance and Commitment Therapy rappresenta un’evoluzione significativa del pensiero cognitivo-comportamentale, spostando l’attenzione dal controllo dei pensieri alla flessibilità psicologica e alla vita orientata ai valori.

L’integrazione con strumenti di analisi linguistica e trascrizione come Sbobbi permette di osservare in modo oggettivo i cambiamenti nel linguaggio del paziente, potenziando la pratica clinica e la supervisione.

Nota finale

Scopri Sbobbi e porta l’analisi dei colloqui ACT a un livello superiore grazie alla trascrizione automatica e all’osservazione dei pattern linguistici che guidano il cambiamento terapeutico.

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